Matriarcato o Nuovo Ordine Mondiale ?

25/03/2011 1 comment

A tutti i lettori desidero dedicare questo spazio in rete. Principali argomenti sono  le antiche civiltà e relativi corollari.

Fra i mille volti del video in rete (YouTube) v’è ne uno di “rilievo”. Mi riferisco a quel porcospino di Serafino Massoni. Vediamone le cause e le ragioni che mi spingono a scrivere delle righe in merito.

Ho avuto occasione di vedere numerosi suoi video sull’argomento  “Matriarcato”. Mai una volta che il porcospino si ponga dei dubbi sui suoi spazi argomentativi; salvo poi confrontare la sua “pseudo-Scienza” con la Scienza vera a propria, quest’ultima fatta di continue ricerche prima di finire in pasto al pubblico accademico come dogmatica.

 Le  fonti dal quale esso attinge sono: F. Engels, Bachofen, M. Gimbutas, R. Graves ed altri.

Lungo le sponde del Mediterraneo sono rinvenute alla luce numerose statuette di argilla raffiguranti delle Veneri dai grossi glutei e dalle procaci mammelle; ovviamente alcuni ricercatori, anche in base alla parola Pre-Ellenica Δημήτηρ avevano interpretato come significativo di una divinità femminile primordiale: La (Grande) Dea-Madre. Fin quì niente di paradossale, anzi. Il male purtroppo è quello di avere percorso una mulattiera di montagna a bordo di una Ferrari GTI a velocità supersonica, alla prima buca il mezzo comincia a vaccillare, a fine corsa (lascio a voi immaginare). Le famose Veneri dell’Età del Bronzo altro non erano che raffigurazioni della FERTILITA`. Perché ? Nei tempi molto remoti, il problema principale non era quello di avere i vestiario griffato, bensì di poter soppravivere un giorno ancora, e di trasmettere alle generazioni future tale istinto. Ora, senza entrare nell’ottica cara a Malthus, bensì esaminando quanto di più logico vi possa essere, ad un aumento delle nascite corrisponde un aumento del fabbisogno alimentare. Gli antichi Cretesi, come molti altri popoli ad essi contemporanei, attribuivano alla fertilità del terreno le stesse qualità della fertilità del genere umano. Due sono le tematiche: “…..andate e moltiplicatevi…..” di biblica memoria e il fabbisogno equiparato.   Il culto della fertilità si rendeva necessario in entrambi i sensi. Bonnefoy illustra bene come nella vicina Anatolia venissero visti gli elementi naturali.

“Tutti i Pantheon dell’Anatolia, dall’inizio dei tempi storici, siano essi hattici, ittiti o luvi, hanno al vertice una paredria costante: un dio della tempesta, emanazione della montagna, raffigurato da un toro, e una dea della fecondità, incarnazione dell’acqua viva, sorgente o corrente, fecondata dal primo. I nomi variano, la realtà rimane la stessa. [..] Un dio delle cime e una dea della sorgente sono motivi normali dell’arte parietale, dei monumenti rupestri anatolici”.

Ebbene, il porcospino Serafino ha semplicemente “gettato il bambino e tenuto l’acqua sporca” propagando in rete un presunto Matriarcato originario; secondo cui vi era la ginarchia, la società non era divisa in classi e il rapporto sessuale era libero e non legato al vincolo matrimoniale. Al genere femminile si deve (o almeno si presume che) la genialità di un’agricoltura stabile invece che errabonda, dove il genere umano si stabilizza permanentemente  in un dato territorio invece che cambiare ogni qual volta si esurivano le risorse in loco. Per avere un’agricultura stabile invece che intinerante, bisogna avere conoscenze delle sementi e del ciclo vegetativo della pianta; e in questo senso il porcospino Serafino si contraddice. Non sentendo più tale necessità di spostarsi, di conseguenza s’iniziano a costruire rifugi solidi (case di pietra) al posto di quelli più temporanei (lignei). La somma di più case porta alla formazione di centri abitati consistenti (città), e per contro, lo specializzarsi per settore (fornai, intelaiatori di cesti, vasari, ecc…..), fra tutti era ben temuta la specialità dei fabbri. Le donne comunque non erano per questo discriminate, svolgevano esse stesse alcune funzioni di carattere sociale, fra cui quella di sacerdotesse delle varie divinità, sia maschili che femminili. Siamo quindi ben lungi dall’affermare che le donne dominassero la società in senso assoluto; vi era piuttosto una collaborazione fattiva fra i due sessi, non predominio! Il periodo d’iniziazione era una cerimonia pubblica a cui partecipava l’intero villaggio, onde svolgere il ἴερος γάμος  che terminava con un banchetto in onore degli dei; e non di rado, con sacrifici anche di esseri umani. Purtroppo nell’isola di Creta, per il sacrificio venivano usati : cani, vittime nere, uomini e bambini.

Ma questo il porcospino Serafino non ve lo dice.

Nei tempi preistorici, la struttura sociale della tribù era quella di un capo-banda circondato dai suoi più valorosi compagni di caccia; alle donne il compito di accudire la prole, gli anziani e di difendere il territorio dalle insidie. Lentamente questo processo divenne quello di addomesticare gli animali e piante; ecco quindi la trasformazione da nomadi a sedentari.

In Creta Minoica si trovano già gli elementi di una società ben organizzata, con servi e contadini, artigiani e commercianti, guerrieri e sacerdoti ed un(a) sovrano(/a). Il lessico rivela di tutto punto quali erano in origine i tratti della suddivisione dei compiti, che le donne poi avessero uno status sociale pari a quello degli uomini, non c’è nulla di cui meravigliarsi. E` accaduto diverse volte nel lungo processo storico umano. Che a Creta le donne fossero le sacerdotesse, che cacciassero piccoli animali da offrire in sacrificio, coltivassero i campi, assolvessero a diversi compiti, oltre ad accudire alla prole; tutto questo non toglie nulla alla compartecipazione dell’uomo in seno alla società. Alle Veneri soppracitate, appaiono anche simboli fallici o raffigurazioni di dei (maschi) dispensatori di seme (=sperma), attraverso la rappresentazione del toro o del gallo. Il porcospino Serafino ommette del tutto la presenza del dio (ϝ)ἔλχανος e del suo festival primaverile (< prima-vera, la stagione delle primi-zie, dei germogli o primo fiore). Secondo la tradizione Ellenica, si trattava del dio-gallo; in verità era la ‘festa della rinascita’, e lo dice il lessema stesso, il cui significato è quello di ‘germoglio’; questo in base alla comparazioe col ProtoNordCaucasico *wVlq’ ‘un tipo di cereale, la farina da esso ricavata’; e permane ancora oggi nelle popolazioni indigene Caucasiche, come John C. Colarusso descrive: “Daghestanis are noted for grinding their grains after they have begun to sprout. The practice enhances the vitamin content of the flour [I popoli del Daghestan macinano i germogli cerealicoli, per preservarne le vitamine in esso contenute]”, come in Tsakhur uq’-un (<* ulq’-un < *welq’-un ‘farina di germogli’). Il concetto principale della ‘morte’ e ‘rinascita’, altro non è che il ciclo vegetativo: seme germoglio → fiore / frutto (nei vegetali) o spiga (nei cereali) → raccolto → sostentamento; parte del raccolto veniva ri-utilizzato come seme per l’anno successivo; e come il ‘seme muore’ nel grembo di Madre Terra, così lo sperma feconda la donna. Questa tradizione permane nella tradizione Ellenica sotto il racconto di Demetra-Persefone-Kore (o Proserpina-Ecate) e i Misteri Eleusini. Tutti gli affreschi, gli oggetti d’uso sacrale, il lessico Pre-Ellenico (assorbito dall’Ellenico) parlano di una ‘dea della pioggia (o fecondità)’ e del suo sposo ‘dio del seme’ che ‘muore’ per ‘rinascere (=germogliare)’. Il culto della Dea-Madre altro non era che la venerazione della Natura in sé, dove le Forze venivano impersonate. I miti bisogna saperli interpretare, sarebbe semplicistico leggerli lì per lì; si rischia di cadere nelle trame opposte.

Anche questo fatto viene completamente trascurato dal porcospino Serafino, affogando i suoi discorsi nella Demagogia più becera. I testi di Engels, Bachofen, Gimbutas hanno fatto il loro corso, e sono oramai superati di gran lunga da ulteriori studi e spiegazioni in materia. Di fatto, ancora poco o nulla sappiamo dell’antica civiltà Minoico-Cretese, ma di già sappiamo che i beni venivano calcolati, al clero spettava buona parte delle offerte, alle divinità venivano immolati animali ed esseri umani (=cannibalismo), e un dio del ‘seme’ era non meno partecipe a queste funzioni. Alla faccia del Matriarcato-NonClassista lustrato ad arte dal porcospino Serafino.

Altra grande cappella commessa dall’inneffabile porcospino, i cosìdetti rapporti liberi: più o meno, in epoca antica, i rapporti pre-matrimoniali erano avviati tramite il ἴερος γάμος, una cerimonia collettiva, ed in seguito si normalizzavano. Dichiarare  che i rapporti sessuali erano promiscui e liberi, sarebbe estremamente azzardoso. Come già scritto in precedenza, due sono gli esempi che invalidano il discorso del porcospino: la coppia divina e la struttura classista; pertanto c’erano – come lo sono ancora oggi – delle forti restrizioni fra i diversi ceti, che di promiscuità credo sia difficile il solo menzionarla. D’altronde, chi sono Φαίδρα, ᾿Αριάδνη, ᾿Ακακαλλίς καὶ Ξένοδικη ? Ebbene Bonnefoy spiega benissimo la loro associazione “Altro non sono se non dee decadute. I  loro nomi significano rispettivamente la Splendente, la Purissima, il Fiore di Narciso e il Diritto degli ospiti. Esse sono le patrone delle quattro classi in cui si divideva la società Minoica – il clero, i guerrieri, gli agricoltori e gli artigiani – come confermano, nella mitologia Greca, le loro alleanze e la loro discendenza”. Due di queste hanno un’etimo trasparente, come nel Tsezi e Ginukh  gagali ‘fiore’ per ᾿Ακακαλλίς; e l’Avaro tsuːná-ʕal ‘cugino di II^ grado’ per Ξένοδικη. Quanto al ‘dio-gallo’, aggiungo che ancora oggi in Italia (nord-est) si usa l’espressione “insalata ‘ndata in galo‘, ovvero ‘non molto commestibile, comunque buona per la semenza‘. Quindi l’accostamento ‘gallo = semenza’ almeno nel nostro contesto italofono dialettale, regge. 

Sul matriarcato v’è parecchhia perplessità, come Bonnefoy cita nel suo testo magistrale:”Si tende ormai ad abbandonare i concetti semplicistici  di cui gli storici delle religioni, al principio di questo secolo, hanno sicuramente abusato quando trattavano queste materie: come l’idea di un’opposizione radicale  tra la religione uranica, ritenuta indoeuropea o nordica, e una religione ctonia, propria del mondo mediterraneo. Di fatto, il pantheon di ogni popolo anatolico è allo stesso tempo celeste e terrestre; distingue ma tiene associati  un Sole del cielo e «una» Sole della terra.  [..] Vari autori sostengono ancora la tesi della preminenza della Dea-Madre, che sarebbe il reiflesso di una societâ matriarcale. Si tratta di una forzatura a vantaggio di una dottrina preconcetta“. Per chi ha conoscenza del Mondo Antico sá benissimo che gli dei sono sempre raggruppati in COPPIA, uno maschile, l’altro femminile. Complementari quindi!

Come si vede che il porcospino Serafino usa la dialettica a suo piacimento. Poco professionale e per niente ortodosso. Di fatto Serafino Massoni non è a conoscenza delle parole e del loro significato; si affida ad alcuni testi e li prende per buoni; in altre parole pecca d’ingenuità. Ma ne siamo proprio sicuri? In verità si vede bene che egli cerca di attirare quanto maggior pubblico possibile e di convincerci tutti che gi in antichità era così, e che il Patriarcato ha rovinato questo ‘Paradiso perduto’. Nel testo “La dinastia del serpente” il passaggio dal matriarcato al patriarcato, la più grande tragedia dell’umanità secondo l’autore” , e poi “le guerre diventarono una pacchia per le donne che fecero di tutto per allevare generazioni di patrioti e guerrieri.”, ed infine “La specie umana non si estinguerà se il matrimonio andrà in frantumi, anzi sorgeranno nuove forme aggregative più sane. Una volta scoperto che i bambini nascono a seguito dell’atto sessuale, non ne consegue necessariamente che i due che si sono amati debbano unirsi in un vincolo e chiamarsi coniugi ( sotto lo stesso giogo ). I bambini possono crescere benissimo con la sola madre o con il solo padre o con fratelli e sorelle della madre o con fratelli e sorelle del padre, senza bisogno che i coniugi debbano dormire insieme per tutta la vita in quello strumento d’alta tortura che è il letto matrimoniale“; tutte e tre le frasi che traggo dal suo sito, determinano visibilmente che il porcospino Serafino stà spianado la strada al Nuovo Ordine Mondiale. Partendo da congetture storiche  molto vaghe, prive di ogni fondamento scientifico; cercando d’insinuare che tutti i mali del mondo sono causa da un Patriarcato imperante, e che il disfacimento della famiglia nucleare deve per forza di cose, ahimé, si cade nell’oblio  della DEMAGOGIA ASSOLUTA. Contro ogni logica, dove l’irrazionalità prende il soppravvento. Ebbene:

1. La donna possiede un numero limitato di ovuli, e pertanto non intende sprecarli, allo stesso tempo fa una scelta oculata per il suo futuro. Le donne sono selettive, per natura.

2. All’atto di gravidanza, secondo suo desiderio, ella  distoglie lo sguardo dal partner e dedica la sua attenzione al nascituro. Pure questo è un motivo di occultezza. Anche da studi compiuti su tribù Iroquesi del Nord America, se l’uomo non si mostra all’altezza della situazione, gli viene dato il benservito. Sia chiaro, che le testimonianze di un Matriarcato presso questa tribú sono discutibili.

3. A livello globale, stiamo raccogliendo ora i sfaceli delle generazioni di divorziati: migliaia di Km cubi di Inutili, allevati con la Televisione e carabattole varie, incapaci di vivere, di pensare, di reagire e di rispondere in maniera adeguata ai doni più preziosi che l’essere umano abbia: LA VITA, IL PENSIERO E I VALORI. Solo numeri, non PERSONE. Esattamente quello che il Nuovo Ordine Mondiale stà cercando di realizzare. Rieccheggia nella mente il Sommo Poeta, all’Inferno XXVI, 118-120 “Considerate la vostra semenza || Fatti non foste a viver come bruti || ma per seguir virtute e conoscenza“.

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Finalmente posso spendere due righe in piu` sulla Lineare A. I dati da me elaborati recentemente comprovano la non validità di ricerca a cui  sono avvalsi molti sociologi per avanzare l’idea di un  Matriarcato originario.

Tutti i dati possono essere smentiti alla luce di nuove scoperte in campo linguistico. Di sicuro il mondo antico non era certo “pacifico” come certi vogliono farci credere, oppure, che nei tempi remoti le donne avessero in mano il potere. Bisogna essere cauti su questi argomenti per non cadere nella facile illusione di trasformare la Scienza in fantascienza.

Andiamo con ordine. Nei tempi pre-Classici, la suddivisione del lavoro era già emersa, e le quattro divinità che rappresentano le classi sociali nell’isola di Creta, sono buoni indicatori del livello di civiltà. La ragione per cui si ritiene non vi fossero grosse suddivisioni fra i ceti è presto spiegata: Quando una tribù occupava territori ragionevolmente estesi, era naturale che la collaborazione fra i diversi componenti sia più alta e l’attrito venga soppresso il più presto possibile, dato che il problema principale era comunque uno: soppravvivere e superare tutte le avversità dell’ambiente circostante. Impresa non secondaria in un periodo non tanto felice per il genere umano. Che le donne avessero uno status “alla pari” nell’ambito sociale, mi pare anche ovvio; tanto non c’era nulla (di valore, secondo il nostro concetto moderno), tantomeno da nascondere. Nell’insieme corrisponde alle esigenze e alle conoscenze  tecnologiche del tempo.

Il movimento femminista fece suo questo concetto di ‘Madre egalitaria primordiale’, costruendo un castello fittizio di prove, basate sull’interpretazione dei soli dati archeologici. A chi ancora crede alla favola del porcospino Serafino; beh, resterà profondamente deluso.

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Ho appena terminato un’estratto dell’opera Lessicale di Beekes, molto utile sotto i diversi profili. Il lessico Pre-Ellenico rivela effettivamente la «suddivisione in classi» e lo «specializzarsi» in mestieri. La presenza di queste categorie, indica  fortemente una struttura «Gerarchica», le stesse Tavolette in Lineare A contengono nomi e numeri, sinonimo di ripartizione dei beni (per territorio? per persona? per altri parametri? ).

Nel tracciare delle radici comuni fra lingue Pre-IndoEuropee, si riprende di gran lunga il concetto dei filosofi Ellenici, secondo cui la donna era considerata un «mero contenitore». Anche nel lessico (Pre-)Ellenico, la denominazione per donna trae origine da “buco”, la stessa usata per «caverna», «vaso et sim.». Il concetto di base rimane invariato nei secoli.

Quindi, affermare che v’era il Matriarcato a Creta, che non c’era la proprietà privata e che non si conosceva la paternità dei figli, si arriva ad absurdum.